
venerdì 20 novembre 2009
Loop

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martedì 6 ottobre 2009
Le parole sono pietre
Da bambino mi mangiavo ricci interi,
tanta era la fame...
con la scorza e le spine e il guscio,
tanta era la fame...
Fichi d'India mi mangiavo con la buccia,
tanta era la fame...
e per niente mi facevano del male,
tanta era la fame..
perchè la nostra bocca è un mulino,
perchè il nostro stomaco è un calderone
e sotto la gola c'è una vampa che brucia ogni cosa.
Sotto la Sicilia sta sdraiato in eterno un Ciclope
la sua bocca è sotto l'Etna e lancia fiammate di lava.
Quando l'hanno ammazzato il grano era alto;
ora il grano era stato mietuto.
Alto, bruno, scuro di pelle, nero di occhi e di capelli
pieno di fuoco e di energia
buon oratore, violento, estremo.
Non si può venire a patti e i contadini
Dovevano muoversi con le loro forze...
L’intransigenza è un dovere morale,
una necessità di vita.
La paura l’omertà la legge del terrore
l’ho pagata con la vita, ma il paese è cambiato
lo vedrai...
la mafia è offesa
lo vedrai...
Ferita nel suo fondamento
lo vedrai...
lo vedranno...
lo vedrai...
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martedì 15 settembre 2009
Ricomincio da te
Come in un vaso di pandora,
le sensazioni e le emozioni albergano dentro di noi.
E si mescolano alla rinfusa,
senza una logica,
una finalità.
E' ingannevole e superfluo definirsi
tristi o felici,
ingenui o furbi,
filantropi o misantropi;
perchè ognuna delle parole che la nostra ideazione elabora
è già parte dell'ego di cui siamo fatti.
Come il cielo non è azzurro,
nè nera la notte o giallo il sole,
così la nostra anima non è
quello che l'illusorio potere della parola cerca di ostentare.
E' fallace
vedere
il dolore
nel pianto
più
di quanto
esso
sia
pregno
di allegria.
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mercoledì 24 giugno 2009
Resa dei conti...
ad ogni modo sento l'esigenza di esternare le sensazioni che mi hanno indotto a questa decisione, perchè non si tratta di un capriccio nè di un'ostentazione di un atteggiamento snobistico e anticonformista.
Il mio malessere in questo luogo "utopico" è legato alla superficialità dei rapporti umani che qui si intraprendono; all'asocialità che si nasconde dietro l'ipocrita tentativo di condividere delle esperienze, all'isolamento e all'individualismo sfrenato che questo mezzo amplifica.
I mezzi di comunicazione che mi permettono di scambiare le mie sensazioni e le mie emozioni con il mondo esterno sono svariati: il telefono portatile, il telefono fisso, la web televisione, la web telefonia, il blog, msn, la posta elettronica, la posta non elettronica, la bocca, gli occhi, le mani e potrei continuare per ore ed ore...
e allora non credo che senza l'account Faccialibro, io possa soffrire di solitudine più di quanto già ne soffra... e non credo di perdere di vista i miei amici più cari, quelli che "in teoria" avrei ritrovato qui, attraverso il social network.
Non ho bisogno di conoscere gli aggiornamenti istantanei delle persone a cui voglio bene, nè sapere il loro orientamento politico o religioso o se sono fidanzati o meno.
Non ho bisogno di uno strumento che mi ricordi il giorno del compleanno dei miei amici più cari, perchè lo ricordo a memoria... e se anche ciò non fosse, beh penso che nessuno di loro me ne farebbe una colpa. Non ho bisogno di sapere cosa state facendo in questo momento, nè di guardare le foto che abbiamo scattato insieme, perchè quelle immagini sono scolpite nelle mia memoria e non esiste database che possa contenerle tutte. Non voglio che i miei capelli, o i miei occhi e la mia bocca o la mia chitarra siano parte di un ricordo distratto, fuori dallo spazio e dal tempo. Rivendico l'importanza della parola "amico", della parola "regalo" e non partecipo agli "eventi" quando vado a sentire dal vivo la mia musica o una conferenza che mi interessa. Saluto con affetto tutti quelli che sono stati per qualche mese gli "amici" di Faccialibro e spero davvero che abbiate ancora voglia di condividere le vostre impressioni o i vostri stati d'animo con me. Se ciò avverrà, allora effettivamente questo strumento avrà avuto un senso nella mia vita. Altrimenti questo mondo virtuale scoppierà come una bolla di sapone davanti ai miei occhi e mille goccioline cadranno ai miei piedi... e allora io non farò altro che ammirare lo spettacolo delle bolle di sapone che si dissolvono, in attesa di trovare un altro modo per realizzare altre piccole bolle...
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domenica 21 giugno 2009
Farfalle
E allora divenne farfalla.
E allora cominciò a volare, pur terrorizzata dall'idea di schiantarsi al suolo. Non fece fatica ad imparare a muovere le sue dolci ali perchè dentro di sè una forza speciale le permetteva di ignorare qualsiasi cattivo pensiero...
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martedì 16 giugno 2009
dinamiche di una foglia
Solo se ancorata ad un albero,
una foglia
non è più soggetta all'arroganza del vento,
che la sbatte di qua e di là,
mentre finge di essere libera.
Il vento fra i capelli è certo sensazione
piacevole
di fresco,
l'acqua gelida di un torrente senza dubbio rigenera
la pelle
strozzata dal calore...
ma è tutt'altra cosa rispetto all'ossigeno
che permea nel corpo di un infante al suo primo grido vitale.
E allora voglio essere foglia,
perchè il vento accarezzi i miei capelli;
e voglio essere ramo,
che lega a sè i sogni come foglie.
E voglio essere vento,
per asciugare sulla mia pelle le tristi lacrime di dolore;
e voglio essere acqua gelida di torrente
per destare dal torpore l' arido cuore.
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martedì 9 giugno 2009
Non sarebbe arrosito rubandomi il mio
La prima volta, ricordo, la consapevolezza di non avere più la mia bicicletta, quella che avevo portato da Genova in treno, mi lasciò un senso di tristezza subito rimpiazzato dal desiderio di acquistarne una nuova. Con la seconda mountain bike, di gran lunga migliore della precedente, quasi avevo la sensazione che il furto fosse stato un piano della Provvidenza. Il valore economico di quel mezzo era notevole e anche quello affettivo, dal momento che un giorno l'avevo cavalcata per raggiungere la mia bella Genova dalla pianura Pavese, attraversando l'Oltrepò, quindi l'Appennino Ligure fino a Torriglia, da cui il mare dista appena dieci minuti di folle discesa in picchiata... ma quale delusione nel vedere che un ladro si era introdotto nella cantina per portarmi via la causa di tante sofferenze e di tanta meraviglia su quella lunga "via del Sale"!
Non ho mai accettato l'idea di rubare agli altri ciò che gli altri rubano a me perchè conosco la sensazione che si prova quando si perdono le cose e le persone che vivono delle favole insieme a te.. e allora per un pò mi sono limitato a non acquistare più nessuna bicicletta, aspettando che casualmente ne finisse una fra le mie mani, in maniera casuale...
Così è arrivata lo scorso anno, proprio il giorno del mio ventitreesimo compleanno, la bicicletta più bella che abbia mai avuto... portata in dono nel Caffè del Teatro, si, proprio dentro il piccolo bar dinnanzi al Teatro Fraschini, dai miei più cari amici di Pavia. Non si può immaginare la gioia nel ricevere un regalo così bello, frutto dell'affetto sincero della mia piccola famiglia pavese. E non si può nemmeno immaginare la rabbia e la tristezza nel non ritrovare più la mia bicicletta verdina fra le griglie di una rastrelliera arruginita, a due passi dalla stazione.
Non esiste catena, lucchetto o altro strumento che possa legare una due ruote alla mia vita senza che qualcuno, con arroganza e strafottenza, decida di privarmi di ciò che dopo non molto diventa parte di me, un'appendice del mio corpo, senza cui sarei radicato al suolo, immobile.
Ciò che maggiormente mi rattrista adesso, quando mi privano di una bicicletta, è l'idea di non conoscere il volto di colui che poggerà teneramente le sue natiche sul sellino su cui ho lasciato a lungo le mie... ovvero non avere la certezza che almeno qualcuno possa utilizzare ciò che non è più in mio possesso. E' come avere la sensazione che queste biciclette realmente perdano la vita quando mi vengono sottratte, disperdendosi come corpi umani nel nulla, nella polvere che cancella ogni traccia di vita e di cui il ricordo si impregna col tempo. E allora sogno i Campi Elisi su cui le mie adorate bici scorazzano libere, senza freni e senza catene, a monte di una infinita discesa che le condurrà forse un giorno di nuovo nelle mie mani e mi basta questo per essere felice.
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lunedì 8 giugno 2009
Notturno
Si affaccia ai miei occhi la luna notturna,
mi osserva lentamente e
mi accarezza.
mi scuote e tormenta la quiete, notturna
la luna.
Si china sul mio petto la luna cortese,
mi ascolta paziente e
mi bacia.
mi invade e perturba la mente, notturna
la luna.
Fà di me l'ombra della tua luce.
Fà di me l'eco del tuo silenzio.
Solo una preghiera chiedono le mia labbra alla tua voce.
Solo un sorriso porge la mia bocca al tuo candore.
perdono...
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sabato 4 aprile 2009
Fine primo tempo.
" ...come questa tazza, tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tazza? "
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martedì 31 marzo 2009
Sodalizi
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lunedì 30 marzo 2009
Quest'oggi ho avuto la possibilità di suonare la mia chitarra dinanzi a lui. Ancora mi tremano le mani se ci penso, se penso all'attimo in cui mi ha detto "adesso ti lascio il posto così ci fai sentire qualcosa". Attraverso la mia chitarra ho reso manifesta una parte di me: non ho avuto bisogno di artifici, di abilità tecniche, di ostentare una bravura che onestamente non mi appartiene. Ho dovuto semplicemente denudare alcune delle emozioni più intime che covavo dentro di me per renderle evidenti. Non si trattava di una prestazione fine a se stessa ed è stato per questo, forse, che non è stato levato alcun giudizio sul brano che ho eseguito: se ne poteva solo prendere atto! E così è stato.
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giovedì 26 marzo 2009
Medium
Nelle langhe dei ricordi
mi aggiro come un avvoltoio,
in cerca di carcasse di felicità.
Nel giardino delle prospettive
vago a testa in alto,
in attesa che il cielo si sgomberi dalle nubi.
La sabbia ricopre l'ultima tenue scintilla
di quell'immenso falò che mi ha tenuto in vita finora.
Il vento spazza prepotente ogni batuffolo di abnegazione
che si erga ad oscurare questo sole di primavera.
Intorno a me tanta follia.
Dentro me una lucida resitenza.
L'attesa.
Può passare una vita intera
in attesa che il fumo dei giorni ormai andati
lasci la pelle libera di respirare.
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martedì 17 marzo 2009
Il peso dell'anima
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domenica 22 febbraio 2009
Déjà vécu
Trafitto da una luce inattesa,
attendo ora il buio.
fino all'attimo in cui il corpo sprofonderà
rapidamente
nel torpore familiare dell'incolumità.
Inarrestabile assenza di squilibrio,
apparente ed esuberante stabilità,
che brama verace di evacuare ogni essenza.
Vibra la mia anima percossa dal vento;
Accarezzata dalle foglie che esso leva al cielo.
Vigoria di felicità che si mischia all'instabile paura dell'ignoto.
Indissolubile ricerca dell'essenziale che snellisce le strutture del divenire.
Una lacrima nel buio
fiamma in una stella.
Una carezza in uno stupro
goccia d'acqua nel deserto.
Un attimo di vita nella vita.
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Pensieri
I pensieri sono davvero l'unica essenza di questa vita, la sola dimostrazione della impossibilità di una solitudine vera e autentica. I pensieri fanno compagnia all'anima in ogni manifestazione della sua esistenza!
pensieri... note della colonna sonora della propria vita
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