venerdì 20 novembre 2009

Loop

La stanchezza alle volte prende il sopravvento... e allora ogni parola diventa pesante, scomoda, goffa e il pensiero da cui cerca di nascere preferisce nascondersi in angoli bui della coscienza, per rimanere nella quiete. La disillusione e la consapevolezza della realtà spesso richiedono il silenzio e inducono il corpo a cercare sollievo nell'estasi della Natura, unica vera madre di tutte le cose. Il tramonto sostituisce la speranza, l'alba la stanchezza... le sfumature delle foglie l'immancabile incoerenza. In un tale trambusto di inchiarezze, che non sono oscurità, è impervio trovare l'energia di afferrare ancora in mano il pennello e macchiare la tavolozza.. perchè è molto più appagante restare fermi a contemplare... l'America.
Poi ci sono i suoni... quelli che accarezzano il volto e lo circondano, per guadagnare la rigidezza del collo e modellare con estrema fluidità la fatale stasi marmorea. Questo soffice massaggio desta lievemente dall'onirica attesa e inizia così il movimento, che crea sempre ansia e vita. Insoliti arabeschi spostano il sangue nel corpo, facendogli percorrere strade a lungo abbandonate. I nuovi incontri sono in realtà il semplice riscovare sensazioni assonnate, che pure non riescono a stiracchiarsi rapidamente per abbandonare il torpore.
E allora piango e rido, leggo e scrivo, vivo e muoio e poi rinasco.



martedì 6 ottobre 2009

Le parole sono pietre

Da bambino mi mangiavo ricci interi,
tanta era la fame...
con la scorza e le spine e il guscio,
tanta era la fame...
Fichi d'India mi mangiavo con la buccia,
tanta era la fame...
e per niente mi facevano del male,
tanta era la fame..
perchè la nostra bocca è un mulino,
perchè il nostro stomaco è un calderone
e sotto la gola c'è una vampa che brucia ogni cosa.

Sotto la Sicilia sta sdraiato in eterno un Ciclope
la sua bocca è sotto l'Etna e lancia fiammate di lava.
Quando l'hanno ammazzato il grano era alto;
ora il grano era stato mietuto.
Alto, bruno, scuro di pelle, nero di occhi e di capelli
pieno di fuoco e di energia
buon oratore, violento, estremo.

Non si può venire a patti e i contadini
Dovevano muoversi con le loro forze...
L’intransigenza è un dovere morale,
una necessità di vita.

La paura l’omertà la legge del terrore
l’ho pagata con la vita, ma il paese è cambiato
lo vedrai...
la mafia è offesa
lo vedrai...
Ferita nel suo fondamento
lo vedrai...
lo vedranno...
lo vedrai...

Non me lo scorderò.

martedì 15 settembre 2009

Ricomincio da te

Come in un vaso di pandora,
le sensazioni e le emozioni albergano dentro di noi.
E si mescolano alla rinfusa,
senza una logica,
una finalità.
E' ingannevole e superfluo definirsi
tristi o felici,
ingenui o furbi,
filantropi o misantropi;
perchè ognuna delle parole che la nostra ideazione elabora
è già parte dell'ego di cui siamo fatti.
Come il cielo non è azzurro,
nè nera la notte o giallo il sole,
così la nostra anima non è
quello che l'illusorio potere della parola cerca di ostentare.

Ad ogni modo le nostre azioni si impregnano delle emozioni che conteniamo e allora il sorriso trae nutrimento dalla gioia; ma ugualmente dalla mestizia.
E' fallace
vedere
il dolore
nel pianto
più
di quanto
esso
sia
pregno
di allegria.

mercoledì 24 giugno 2009

Resa dei conti...

Dopo una lunga e profonda meditazione ho deciso di mettere fine alla mia vita su Faccialibro. Non so a quanti ciò possa interessare...
ad ogni modo sento l'esigenza di esternare le sensazioni che mi hanno indotto a questa decisione, perchè non si tratta di un capriccio nè di un'ostentazione di un atteggiamento snobistico e anticonformista.
Il mio malessere in questo luogo "utopico" è legato alla superficialità dei rapporti umani che qui si intraprendono; all'asocialità che si nasconde dietro l'ipocrita tentativo di condividere delle esperienze, all'isolamento e all'individualismo sfrenato che questo mezzo amplifica.
I mezzi di comunicazione che mi permettono di scambiare le mie sensazioni e le mie emozioni con il mondo esterno sono svariati: il telefono portatile, il telefono fisso, la web televisione, la web telefonia, il blog, msn, la posta elettronica, la posta non elettronica, la bocca, gli occhi, le mani e potrei continuare per ore ed ore...
e allora non credo che senza l'account Faccialibro, io possa soffrire di solitudine più di quanto già ne soffra... e non credo di perdere di vista i miei amici più cari, quelli che "in teoria" avrei ritrovato qui, attraverso il social network.
Non ho bisogno di conoscere gli aggiornamenti istantanei delle persone a cui voglio bene, nè sapere il loro orientamento politico o religioso o se sono fidanzati o meno.
Non ho bisogno di uno strumento che mi ricordi il giorno del compleanno dei miei amici più cari, perchè lo ricordo a memoria... e se anche ciò non fosse, beh penso che nessuno di loro me ne farebbe una colpa. Non ho bisogno di sapere cosa state facendo in questo momento, nè di guardare le foto che abbiamo scattato insieme, perchè quelle immagini sono scolpite nelle mia memoria e non esiste database che possa contenerle tutte. Non voglio che i miei capelli, o i miei occhi e la mia bocca o la mia chitarra siano parte di un ricordo distratto, fuori dallo spazio e dal tempo. Rivendico l'importanza della parola "amico", della parola "regalo" e non partecipo agli "eventi" quando vado a sentire dal vivo la mia musica o una conferenza che mi interessa. Saluto con affetto tutti quelli che sono stati per qualche mese gli "amici" di Faccialibro e spero davvero che abbiate ancora voglia di condividere le vostre impressioni o i vostri stati d'animo con me. Se ciò avverrà, allora effettivamente questo strumento avrà avuto un senso nella mia vita. Altrimenti questo mondo virtuale scoppierà come una bolla di sapone davanti ai miei occhi e mille goccioline cadranno ai miei piedi... e allora io non farò altro che ammirare lo spettacolo delle bolle di sapone che si dissolvono, in attesa di trovare un altro modo per realizzare altre piccole bolle...

domenica 21 giugno 2009

Farfalle

Questa è la storia della farfalla, la storia del bruco che divenne farfalla, per volare felice nell'aria.
Quelle ali colorate, l'addome esile e sinuoso, gli occhi lucenti, sormontati dalle sottili antenne, un corpicino appena visibile eppure così pieno di vitalità e di forza non sarebbe rimasto a lungo in un guscio pure comodo e sicuro, ma di certo buio e nascosto. Il bruco desiderò liberarsi da ogni paura, slegarsi dalle catene che lo tenevano bloccato ad un presente che alle volte non permette di sognare.
E allora divenne farfalla.
E allora cominciò a volare, pur terrorizzata dall'idea di schiantarsi al suolo. Non fece fatica ad imparare a muovere le sue dolci ali perchè dentro di sè una forza speciale le permetteva di ignorare qualsiasi cattivo pensiero...

martedì 16 giugno 2009

dinamiche di una foglia

Solo se ancorata ad un albero,
una foglia
non è più soggetta all'arroganza del vento,
che la sbatte di qua e di là,
mentre finge di essere libera.
Il vento fra i capelli è certo sensazione
piacevole
di fresco,
l'acqua gelida di un torrente senza dubbio rigenera
la pelle
strozzata dal calore...
ma è tutt'altra cosa rispetto all'ossigeno
che permea nel corpo di un infante al suo primo grido vitale.

E allora voglio essere foglia,
perchè il vento accarezzi i miei capelli;
e voglio essere ramo,
che lega a sè i sogni come foglie.
E voglio essere vento,
per asciugare sulla mia pelle le tristi lacrime di dolore;
e voglio essere acqua gelida di torrente
per destare dal torpore l' arido cuore.

martedì 9 giugno 2009

Non sarebbe arrosito rubandomi il mio

Al crepuscolo si commettono i furti più scellerati e anche i meno scellerati... così da qualche ora, ormai, mi ritrovo nuovamente senza una bicicletta. Da quando vivo nella città che il fiume Ticino attraversa distrattamente, ho subito ben sei furti analoghi eppure non mi sono mai arreso all'idea di rinunciare ad un simpatico mezzo a due ruote per i miei spostamenti quotidiani.
La prima volta, ricordo, la consapevolezza di non avere più la mia bicicletta, quella che avevo portato da Genova in treno, mi lasciò un senso di tristezza subito rimpiazzato dal desiderio di acquistarne una nuova. Con la seconda mountain bike, di gran lunga migliore della precedente, quasi avevo la sensazione che il furto fosse stato un piano della Provvidenza. Il valore economico di quel mezzo era notevole e anche quello affettivo, dal momento che un giorno l'avevo cavalcata per raggiungere la mia bella Genova dalla pianura Pavese, attraversando l'Oltrepò, quindi l'Appennino Ligure fino a Torriglia, da cui il mare dista appena dieci minuti di folle discesa in picchiata... ma quale delusione nel vedere che un ladro si era introdotto nella cantina per portarmi via la causa di tante sofferenze e di tanta meraviglia su quella lunga "via del Sale"!
Non ho mai accettato l'idea di rubare agli altri ciò che gli altri rubano a me perchè conosco la sensazione che si prova quando si perdono le cose e le persone che vivono delle favole insieme a te.. e allora per un pò mi sono limitato a non acquistare più nessuna bicicletta, aspettando che casualmente ne finisse una fra le mie mani, in maniera casuale...
Così è arrivata lo scorso anno, proprio il giorno del mio ventitreesimo compleanno, la bicicletta più bella che abbia mai avuto... portata in dono nel Caffè del Teatro, si, proprio dentro il piccolo bar dinnanzi al Teatro Fraschini, dai miei più cari amici di Pavia. Non si può immaginare la gioia nel ricevere un regalo così bello, frutto dell'affetto sincero della mia piccola famiglia pavese. E non si può nemmeno immaginare la rabbia e la tristezza nel non ritrovare più la mia bicicletta verdina fra le griglie di una rastrelliera arruginita, a due passi dalla stazione.
Non esiste catena, lucchetto o altro strumento che possa legare una due ruote alla mia vita senza che qualcuno, con arroganza e strafottenza, decida di privarmi di ciò che dopo non molto diventa parte di me, un'appendice del mio corpo, senza cui sarei radicato al suolo, immobile.
Ciò che maggiormente mi rattrista adesso, quando mi privano di una bicicletta, è l'idea di non conoscere il volto di colui che poggerà teneramente le sue natiche sul sellino su cui ho lasciato a lungo le mie... ovvero non avere la certezza che almeno qualcuno possa utilizzare ciò che non è più in mio possesso. E' come avere la sensazione che queste biciclette realmente perdano la vita quando mi vengono sottratte, disperdendosi come corpi umani nel nulla, nella polvere che cancella ogni traccia di vita e di cui il ricordo si impregna col tempo. E allora sogno i Campi Elisi su cui le mie adorate bici scorazzano libere, senza freni e senza catene, a monte di una infinita discesa che le condurrà forse un giorno di nuovo nelle mie mani e mi basta questo per essere felice.

lunedì 8 giugno 2009

Notturno

Si affaccia ai miei occhi la luna notturna,
mi osserva lentamente e
mi accarezza.
mi scuote e tormenta la quiete, notturna
la luna.
Si china sul mio petto la luna cortese,
mi ascolta paziente e
mi bacia.
mi invade e perturba la mente, notturna
la luna.
Fà di me l'ombra della tua luce.
Fà di me l'eco del tuo silenzio.
Solo una preghiera chiedono le mia labbra alla tua voce.
Solo un sorriso porge la mia bocca al tuo candore.
perdono...

sabato 4 aprile 2009

Fine primo tempo.

" ...come questa tazza, tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tazza? "

martedì 31 marzo 2009

Sodalizi


Il violino strappava note alla chitarra come gesti d'amore in una calda notte d'estate. E lei, con il suo sguardo innocente glieli ricambiava, porgendo sorrisi gioiosi. Il cielo stellato lasciava cadere gocce di luce, lacrime su un arido deserto. Ed il buio si appropriava di uno splendore accecante. La testa ondeggiava insieme alle braccia, tentacoli di una medusa salda al suolo come un albero millenario. Nemmeno la scossa terrestre più imponente avrebbe potuto destare la quiete, bagnata dai languidi baci. Come foglie danzanti sotto il soffio del vento le vibrazioni delle corde davano avvio ad una pulsazione sincrona e vitale. Alla contrazione degli atri seguiva il rilasciamento dei ventricoli e viceversa cosicchè un alito armonioso spirava dai visceri dei due strumenti. La genesi di una creatura meravigliosa come l'uomo inzia quando finisce la vita degli enti che la determinano: il reciproco sacrificio fornisce l'energia attraverso la quale si realizza la perfetta inconsistenza del tempo. Da ciò che non è più origina ciò che sarà e da cui sarà ancora qualcos'altro.

lunedì 30 marzo 2009

Quanta fatica per dare forma con le parole alle emozioni che in questo momento albergano dentro di me. Vorrei piangere, ridere, dormire, urlare e poi ascoltare il silenzio, percepire il freddo al di fuori di me e il caldo generato dai battiti del mio cuore. Alcuni incontri nelle nostre vite possono cambiare il corso degli eventi e determinare delle metamorfosi rivoluzionarie. Gli uomini straordinari sono quelli che vivono dentro di noi al di là dello spazio e del tempo in cui si rendono manifesti ai nostri occhi. Maurizio Colonna è entrato con discrezione e gentilezza nei gangli della mia sensibilità e le sue parole scorrono nel mio sangue come acqua nel letto di un fiume. Non c'è niente di più vitale che prestare attenzione al fruscio di questo flusso, per sublimare un ricordo che presto sarà ossigeno per la mia esigenza di espressione. Ho sentito dire che quest'uomo è uno dei dieci chitarristi classici più bravi al mondo, ma penso che sia alquanto riduttivo e banale pensarlo. La bravura non è una categoria che appartiene all'anima... se fosse solo così potrei dire che oggi ho visto un tramonto perfetto e nessuno mi capirebbe, ovviamente. Maurizio Colonna è un uomo che conosce le emozioni che è in grado di suscitare in coloro che hanno l'attitudine giusta per poterlo ascoltare. Ciò fa di lui un uomo straordinario: come un medico che sa apprezzare con esattezza le caratteristiche delle patologie, ne conosce i rimedi e si preoccupa di prestare le sue attenzioni a coloro che ne hanno bisogno.
Quest'oggi ho avuto la possibilità di suonare la mia chitarra dinanzi a lui. Ancora mi tremano le mani se ci penso, se penso all'attimo in cui mi ha detto "adesso ti lascio il posto così ci fai sentire qualcosa". Attraverso la mia chitarra ho reso manifesta una parte di me: non ho avuto bisogno di artifici, di abilità tecniche, di ostentare una bravura che onestamente non mi appartiene. Ho dovuto semplicemente denudare alcune delle emozioni più intime che covavo dentro di me per renderle evidenti. Non si trattava di una prestazione fine a se stessa ed è stato per questo, forse, che non è stato levato alcun giudizio sul brano che ho eseguito: se ne poteva solo prendere atto! E così è stato.

giovedì 26 marzo 2009

Medium

Nelle langhe dei ricordi
mi aggiro come un avvoltoio,
in cerca di carcasse di felicità.
Nel giardino delle prospettive
vago a testa in alto,
in attesa che il cielo si sgomberi dalle nubi.
La sabbia ricopre l'ultima tenue scintilla
di quell'immenso falò che mi ha tenuto in vita finora.
Il vento spazza prepotente ogni batuffolo di abnegazione
che si erga ad oscurare questo sole di primavera.
Intorno a me tanta follia.
Dentro me una lucida resitenza.
L'attesa.
Può passare una vita intera
in attesa che il fumo dei giorni ormai andati
lasci la pelle libera di respirare.

martedì 17 marzo 2009

Il peso dell'anima

Tutti credevano in quel tempo che il peso dell'anima fosse appena di ventuno grammi, eppure gli angeli, che erano fatti di sola anima pesavano in modo diverso gli uni dagli altri.
Un giorno si trovavano su una spiaggia due angeli, seduti a contemplare il profumo del mare e il rumore delle onde che si scagliavano sulla battigia. Rimasero a lungo nella medesima posizione, con i piedi piantati al suolo, le gambe piegate e il mento poggiato sulle ginocchia. Ad un tratto le onde si fecero alte ed il sole non scaldò più le loro anime, così decisero di spostarsi in un altro punto di quell'ameno paesaggio per cercare altrove la quiete. Si levarono in piedi e videro le proprie impronte sulla sabbia, diverse. E non solo per la forma, anzi soprattutto per la profondità dei solchi che avevano lasciato. Così uno dei due chiese all'altro: "Ma se siamo fatti di sola anima e le nostre pesano solo ventuno grammi, perchè le impronte sulla terra sono diverse?" L'altro angelo rimase a lungo in silenzio, in cerca di una spiegazione che non arrivò mai, ma quando i due angeli si destarono dalla meditazione e presero per andare via, comparve inaspettatamente nel cielo un arcobaleno, fatto di sette colori che insieme creavano un'unica luce bianca.

domenica 22 febbraio 2009

Déjà vécu

Trafitto da una luce inattesa,
attendo ora il buio.

Lento senso di abbandono,
fino all'attimo in cui il corpo sprofonderà
rapidamente
nel torpore familiare dell'incolumità.
Inarrestabile assenza di squilibrio,
apparente ed esuberante stabilità,
che brama verace di evacuare ogni essenza.
Vibra la mia anima percossa dal vento;
Accarezzata dalle foglie che esso leva al cielo.
Vigoria di felicità che si mischia all'instabile paura dell'ignoto.
Indissolubile ricerca dell'essenziale che snellisce le strutture del divenire.
Una lacrima nel buio
fiamma in una stella.
Una carezza in uno stupro
goccia d'acqua nel deserto.
Un attimo di vita nella vita.

Pensieri

... ci sono quelli che devi esplicitare, perchè credi arrogantemente che l'idea di condividerli ti renda utile all'umanità.. ci sono quelli che non conoscerà mai nessuno eccetto te, perchè nessuno può comprenderli a pieno... poi ci sono quelli che non nascono dentro la tua mente, ma solo nelle parole che usi casualmente.. come gli insulti, le bestemmie.. non avrebbero senso al di là di questa vita e sono solo le sfumature del vuoto che pervade la tua esigenza di comunicare... alcuni pensieri nascono e muoiono immediatamente, altri richiedono un'accurata riflessione perchè possano venire alla luce, un lungo parto che non si esaurisce nemmeno quando il pensiero sembra perfetto e compiuto. Poi ci sono le riflessioni mature, le frasi fatte e le impressioni affrettate. I sogni, gli incubi, le paure, le aspettative. E ancora e ancora altri.. quelli che attribuisci alla gente solo perchè hai l'esigenza di credere di non averli dentro di te.. e quelli che pensi siano in ognuno di noi e quindi è ovvio che siano anche dentro di te. Alcuni hanno la pretesa di esprimersi con una forza eccessiva, con vigore, una chiassosa espressione di egocentrismo.. e poi quelli che si insinuano lentamente negli occhi dei tuoi interlocutori e lentamente creano scompiglio, senza una precisa intenzione.
I pensieri sono davvero l'unica essenza di questa vita, la sola dimostrazione della impossibilità di una solitudine vera e autentica. I pensieri fanno compagnia all'anima in ogni manifestazione della sua esistenza!
pensieri... note della colonna sonora della propria vita